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Cenni di Vita di Rolando

Postato in Biodanza

Candidato al Premio Nobel per la Pace nel 2001

        Rassegna Storica – Autrice: Claudete Sant’Anna

Qualcosa ci spinge, senza che noi ce ne rendiamo conto, dal passato immemore, a realizzare la nostra vocazione; una voce ci ispira a connetterci con il mondo. Scrivo questo pensando alle forze segrete che hanno condotto Rolando Toro Araneda, attraverso gli anni, a concentrare il suo interesse sull’educazione e il destino dell’umanità. Rolando Toro viene da una famiglia di educatori: suo nonno era professore  nella città di Cañete (Cile), e il suo nome rimane ancora all’entrata della scuola in cui insegnò, “Escuela Leoncio Araneda”; sua madre, sette delle sue zie e due dei suoi fratelli erano professori. Così nella genealogia della sua vita circola la memoria di questo amore per l’umanità, per l’essere umano, come un rumore persistente.

Nel 1940 terminò i suoi studi di professore primario nella Scuola Normale Josè Abelardo Nuñez de Santiago. Il suo percorso come professore di insegnamento primario durò circa sedici anni, ed esercitò in Talcahuano, Valparaíso, Pocuro e Santiago. In ciascuna delle scuole in cui lavorò prese coscienza di aspetti che mancavano nell’educazione tradizionale. A Talcahuano si dedicò in particolare ad avvicinare i bambini alla natura, realizzando con loro frequenti escursioni al mare; in seguito usava temi derivati da queste gite nel percorso di apprendimento. A Pocuro (Los Andes), iniziò un intensa attività di creatività artistica con i bambini, specialmente attraverso la pittura. I coloriti paesaggi delle Ande, con tutte le sfumature di tonalità prodotte dalle variazioni della luce del sole, rappresentavano vere e proprie tecniche pittoriche. I temi erano situazioni agresti: “papere che nuotano nel lago”, “bambina con una capretta in braccio”, “mucca partoriente”, “cavalli che brucano nella prateria”, etc. L’osservazione di piante, rocce, animali e scene di lavoro di contadini, conferivano alle pitture infantili molta vitalità e bellezza. L’insieme di questi dipinti fu portato a Santiago dal poeta Ludwig Zeller, per essere esibito nella sala delle Esposizioni del Ministero dell’Educazione, ottenendo un esito inaspettato nell’ambiente pedagogico e artistico. Le opere furono richieste per essere esposte, dal Het Palet in Olanda, dal Royal Institute di Londra e dal centro Nazionale dell’Infanzia di Parigi.

Nel 1954 realizzò a Santiago il “Festival del Bambino”, dove vennero esaminate le condizioni socioeconomiche e di salute dell’infanzia cilena. Al primo Festival parteciparono seimila bambini da tutto il paese, si presentarono orchestre di bambini, esposizioni di pittura, ceramica e giochi pedagogici nel patio della Casa Centrale dell’Università del Cile, inoltre venne realizzata una grande sfilata di bambini per il centro di Santiago. Nel periodo in cui esercitò a Valparaiso propose una nuova metodologia di apprendimento alla lettura e scrittura. A partire da queste esperienze elaborò un sillabario per imparare a leggere senza sforzo. Grazie alle sue concezioni rivoluzionarie sull’educazione, il Decano dell’Università di Concepción, Rolando Merino, lo invitò a tenere un ciclo di conferenze presso il corso di Educazione di quella sede universitaria.

La concezione pedagogica di Rolando Toro era centrata su nuove forme di apprendimento “vivencial”, partendo dall’affettività e dal piacere di vivere. Da questa proposta non venivano escluse materie di carattere intellettuale; si trattava di integrare l’intelligenza con l’affettività e il rispetto reciproco. Inoltre veniva proposto di incorporare un insegnamento sperimentale di scienze e tecnologia. In queste circostanze Rolando Merino lo invitò a creare un laboratorio di psicologia nella Scuola di Educazione della Università di Concepción. Rolando Toro formalizzò i suoi studi di psicologia nella Scuola di Psicologia dell’Istituto Pedagogico dell’Università del Cile, che terminò nel 1964. In quel periodo conobbe il dottor Claudio Naranjo, con il quale instaurò una profonda amicizia; grazie al suo aiuto, Rolando Toro entrò nel Centro di Studi di Antropologia Medica della Scuola di Medicina dell’Università del Cile, sotto la direzione del dottor Francisco Hoffman. Questo Centro di studi aveva come obiettivo quello di umanizzare la medicina. Nel Centro di Studi di Antropologia Medica, Rolando Toro ricoprì l’incarico di professore aggiunto alla docenza, conducendo seminari di antropologia medica, filosofia e psicologia. A partire da qui il suo interesse per l’educazione si estese all’insegnamento secondario e alla psicoterapia. Tra le diverse attività collegate alla sua ricerca ebbe il privilegio di applicare differenti sistemi terapeutici con malati mentali. In questa occasione realizzò le sue prime prove di danza terapeutica con malati dell’Ospedale Psichiatrico. A partire dai risultati ottenuti con queste esperienze, adattò il suo sistema terapeutico affinché venisse applicato ad altri quadri clinici e a persone normali. Il sistema di esercizi e musiche utilizzato fu chiamato “Psicodanza”. Grazie ai risultati ottenuti e al prestigio che la Psicodanza acquistò, Rolando Toro fu nominato professore di Psicologia dell’Arte e Psicologia dell’espressione all’Istituto di Estetica della Pontificia Università Cattolica di Santiago.

Più tardi Rolando Toro cambiò il nome della Psicodanza in “Biodanza”, “danza della vita”, la cui diffusione ha lentamente raggiunto una dimensione mondiale. Pertanto possiamo affermare che la Biodanza ebbe come antecedenti diretti le esperienze di Rolando Toro nel campo educativo, ponendo l’enfasi nella ristrutturazione affettiva delle persone e nel principio Biocentrico. In seguito al golpe militare in Cile, Rolando Toro si auto-esiliò in Argentina, Brasile e Italia, per un periodo di ventiquattro anni. In questi paesi la Biodanza si è diffusa ed è applicata anche nel campo educativo.

Questo modello educativo prese vari nomi, come “Scuola Universo”, “Educazione Olistica” e “Educazione Selvaggia”. Infine Rolando Toro le diede il nome di “Educazione Biocentrica” sul suggerimento della pedagoga brasiliana Ruth Cavalcante, per il fatto che questo modello educativo si basa sul principio biocentrico descritto fin dalle sue prime proposte educative.

 

Importante Riconoscimento Ufficiale

Rolando Toro riceve un riconoscimento ufficiale da importanti istituzioni del suo paese per aver contribuito alla felicità di migliaia di persone. Così è stato definito Rolando Toro dai responsabili del " Primo Incontro sulle Relazioni Salutari e della Felicità" nella lettera che segue rivolta a Cecilia Toro, prima figlia di Rolando.

Si riporta il testo tradotto in lingua Italiana:

Stimata Cecilia Toro, Nel darle i nostri saluti, desideriamo ringraziare pubblicamente suo padre, Rolando Toro, attraverso di voi e la vostra famiglia, per il contributo che ha lasciato la sua impronta per le “Relazioni sane e la Felicità” nel nostro paese. Recentemente, il 19 luglio 2011, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che “La ricerca della felicità è un diritto delle persone”, esortando gli Stati a ricercare misure volte a integrare questo diritto nelle loro politiche pubbliche. A partire da questo desiderio globale, con diverse organizzazioni nazionali abbiamo convocato un grande incontro il 26 e 27 maggio 2012, per pensare e condividere le idee e le azioni riguardanti relazioni sane e felicità in un “Cile che si prende cura di se”. Questo incontro é organizzato dalla “Healthy UC Università Cattolica del Cile” e “Al nostro Sud”, ed è sponsorizzato dalla Pontificia Università Cattolica del Cile, l’Università del Cile, Ministero degli Affari Esteri, il Programma Select Healthy Living, il Ministero della Pubblica Istruzione, Azione per la Felicità, il Medical College, La Società cilena di Psichiatria, Neurologia e Neurochirurgia, La Società di Pediatria del Cile, la società cilena di Psicologia Clinica, Un Tetto per il Cile, Produzioni e Azioni di Responsabilità sociale delle imprese. Nel contesto di questo incontro abbiamo deciso di effettuare, Sabato 26 Maggio 2012 alle ore 20:30 al parco Araucano, una cerimonia di ringraziamento per le persone o istituzioni che contribuiscono alle relazioni sane e alla felicità in Cile e nel mondo, definendo 6 categorie:

1) Relazioni sane, 2) Gesti di generosità, 3) Contagiatori di emozioni positive, 4) La spiritualità e il senso della vita 5) Contributo per lo sviluppo tecnico e di ricerca 6) Contributo internazionale.

Considerando il grande contributo di Rolando Toro al nostro mondo, in particolare nella categoria “Contagiatori” di emozioni positive, dal momento che grazie all’esperienza di Biodanza molti cileni hanno cominciato a essere persone più felici, che contagiano con la loro felicità altre persone e trasformano questo paese in un posto migliore in cui vivere, vogliamo ringraziare pubblicamente Rolando Toro per il suo contributo nella costruzione di relazioni sane e migliori per la qualità della vita in Cile. In attesa della tua risposta e lieti di averti in questa cerimonia. Grazie. Cordiali saluti

Dr. Daniel Martinez Aldunate [Direttore del I Incontro delle Relazioni salutari e della Felicità] E.U. Aixa Contreras Mejias [Direttrice UC della Salute , Università Pontificia Cattolica].

 

 

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Biodanza Oggi

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LA BIODANZA OGGI

La crisi del nostro tempo, è la crisi di un modo di percezione e di relazione. L'esperienza è sempre mediata, dalle parole, dai modelli, dalle immagini, dagli oggetti. L'uomo perde l'esperienza nuova e singolare della vita. 
La crisi del nostro tempo è crisi del tempo: sempre indaffarato, informato, in azione, pensante.

Quale qualità può avere il nostro agire così veloce e frenetico, poco collegato ad un autentico sentire?
Che qualità ha la nostra vita senza contatto con i ritmi naturali ed organici?
Dove abbiamo perso la sensibilità che ci fa comprendere quando abbiamo bisogno di riposare oppure di muoverci più agilmente, o ancora, quando abbiamo bisogno di calore e di contatto umano?

A lungo abbiamo privilegiato la conoscenza intellettuale, la razionalità, perdendo il legame con il cuore delle cose e degli esseri viventi. 
L'interesse della Biodanza consiste in un'inversione di tendenza che restituisce l'esperienza del corpo e della sensibilità evidenziandone la priorità. 
E' possibile danzare la propria vita nella interezza della propria unicità, in armonia con gli altri, e con l'ambiente per tentare di armonizzare nel vissuto il rapporto tra natura e cultura, e, non per ultimo, per abbandonarci all'ascolto delle percezioni ed emozioni di noi stessi.

La Biodanza è un sistema di rinnovamento esistenziale, di sviluppo umano fondato attraverso la musica e il movimento in gruppo. La musica, linguaggio universale, é capace di liberare sentimenti ed emozioni come l'allegria, la tenerezza. La combinazione di musica, movimento ed emozione induce "vivencia".

Rolando Toro, ha inteso restituire all'uomo la coscienza della propria forza creativa nell'auto-consapevolezza di un percorso poetico che sceglie la vita. Cerca di risvegliare in sé il dono dell'espressione e di ricollocare l'esperienza dei linguaggi nella loro prospettiva originale e sempre attuale, la creazione.
L'espressione è nella vita prima che nell'arte, è esistenziale nella forma delle parole e dei gesti: un Uomo che vive il presente è aperto alla dimensione del possibile.

La Biodanza agisce attraverso una dinamica di apertura, mediante un'abolizione progressiva delle distanze, che colloca ogni individuo nella vicinanza dell'altro. La Biodanza si pone nell'ottica dell'incontro, in una creazione continua di legami che uniscono a sé, all'altro e al mondo. E' una relazione immediata. Agisce attraverso la danza nella ricerca del gesto proprio, della parola singola che reca e dà una forma alle nostre potenzialità.

 

La danza e la musica in Biodanza


In Biodanza si riscatta il piacere del movimento. Ogni movimento artistico è anche un profondo movimento vitale che deriva da un "sapere infinito", da un' emozionata e viscerale consapevolezza e fiducia di essere vivo e pulsante.
Un danzatore quando si muove, ci rivela la sensazione della completezza, della emozione generatrice della vita, disegnando con il proprio corpo figure di autentico coinvolgimento connesse ad una propria estetica interna, e mostrandoci un cammino evolutivo di piacere e di armonia cosmica. Il vincolo totale con la vita stessa. Allo stesso modo per un musicista che attraverso un movimento sonoro, ci trasmette l'armonia ritmica dell'universo, donandoci l'impulso a danzare la vita. Un pianista ad esempio, esprime il "sentir-si" ed il "muover-si", nella sua danza sulla tastiera del pianoforte. Tanto più è connesso con le sue emozioni maggiore è la fluidità del suo movimento, tanto più fa fiorire in noi un movimento altamente invitante al danzare.
Un movimento musicale integrato conduce ad una danza integrata. La musica è una chiave universale, per accedere al cuore.
Le musiche in Biodanza invitano all'organicità, all'integrità e alla pienezza dell'espressione.

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Origini della Biodanza

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Rolando Toro Araneda

L’ideatore della Biodanza


L’ideatore è il professore Rolando Toro Araneda, nato a Concepción (Cile) il 19 Aprile del 1924, deceduto all’età di 86 anni Il 16 febbraio del 2010 a Santiago del Cile. Era psicologo e pedagogo, antropologo, pittore, musicista e poeta.

È stato docente del Centro di Antropologia medica alla Scuola di Medicina della Università del Cile, ha occupato la cattedra di Psicologia dell’arte e dell’espressione all’Istituto di Estetica della Pontificia Università Cattolica del Cile; professore emerito della Università Aperta Interamericana di Buenos Aires (Argentina).
Ha realizzato ricerche sulla violenza nel Penitenziario di Santiago; fece inoltre parte dell’Istituto di Ricerche dell’Ospedale Psichiatrico di Santiago dove ha sperimentato diverse tecniche di lavoro con i degenti al fine di “umanizzare la medicina”, tra cui psicoterapie di gruppo quali: teatro, psicodramma, arte-terapia, dove
poté anche  sperimentare con la musica e la danza le prime osservazioni fenomenologiche sul senso dell’identità e la coscienza corporea e su una certa diminuzione della percezione dei limiti corporei e sullo stato di regressione o trance.
Rolando Toro tramite i suoi studi-esperimenti formulò la pulsazione graduale dallo stato di regressione o trance al senso di identità e viceversa.
Queste esperienze iniziali hanno costituito la base per la costruzione di un Modello Teorico Operativo, il quale nel corso degli anni ha subìto diverse  modifiche; attualmente è molto raffinato ed è applicabile a bambini, adolescenti, adulti e anziani.

Nel 1970 gli fu chiesto di creare la prima cattedra di “Psicodanza”, concetto che aveva il difetto di comportare una scissione: il prefisso “psiche”deriva dal greco psyché, che significa “anima”, quindi la Psicodanza sarebbe “la danza dell’anima”. Il termine conteneva la scissione platonica tra corpo e anima.
Occorreva ristabilire il concetto originario di danza nella sua più vasta accezione: come movimento di vita, che non poteva tuttavia essere assimilato né al balletto classico né a un’altra forma di danza strutturata, come pure non potrebbe essere assimilato a una forma particolare di psicoterapia.
Quest’idea s’avvicina chiaramente al concetto di “danzare la vita” proposto da Roger Garaudy (filosofo).

A partire da questa riflessione, nel 1976 Rolando decise di chiamare “Biodanza” il metodo che aveva ideato: il prefisso “Bio”deriva dal greco bios, che significa “vita”. Il senso primordiale della parola “danza” é “movimento naturale”, connesso all’emozione e pieno di significati. Perciò: “Biodanza, la danza della vita”.
Rolando Toro applicò il Sistema Biodanza alle pazienti mastectomizzate della Lega Argentina della Lotta contro il Cancro.

Nel 1979 si trasferì in Brasile, dove fondò un Istituto Privato di Biodanza, ottenendo la diffusione di questo sistema in tutta l’America Latina. Lavorò inoltre con i malati mentali dell’Ospedale Jiqueri di San Paulo e con donne mastectomizzate nell’Istituto del Radio.

Ha effettuato ricerche sull’espressione dell’inconscio e sugli stati di espansione di coscienza.
Ha vissuto in Argentina, Brasile e Italia, ed è tornato in Cile nel 1998, dove ha coordinato tutte le attività internazionali di Biodanza.

Rolando era un uomo che parlava con le rose, e con il cuore alla gente, alla gente di tutto il mondo: Biodanza è un movimento che conquista sempre più spazio: in molti paesi dell’America del Nord, America Centrale, con molto sviluppo nell’America del Sud. Comincia a svilupparsi anche in Africa del Sud, Australia, Giappone, Russia, Nuova Zelanda, India.
In Europa è presente in Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Norvegia, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Slovenia, Spagna, Svezia, Svizzera.

E' tuttora in forte espansione!!!

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